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Il percorso dei secoli.
Gli
abitanti del Piemonte antico pare fossero etnicamente liguri, ma a loro
volta provenienti dal più grande ceppo etnico dei "celti";
i castiglionesi sono quindi, come i francesi del centro-nord, di razza
gallo-celtica e la nostra regione faceva parte di quella che Giulio
Cesare chiamava Gallia Cisalpina. Fummo occupati
dai romani fino al 476 d.C., dopodichè iniziarono le invasioni
barbariche (Unni, Ostrogoti, Longobardi,
Ungheri, Saraceni, ecc.) che durarono
fino al 950 d.C. circa, quando fu il tempo di Aleramo,
fondatore del Monferrato a cui Castiglione appartenne per 700-750anni.
Esistono documenti che accertano in questo tempo la costruzione del nostro castello ("Castellio ad Tinellam") e quindi la nascita del paese ("Castelleone"). Il castello sorgeva dove c'è l'attuale chiesa parrocchiale e la grande piazza del concentrico, ad una altezza però superiore; questo era una "casaforte" di difesa con quattro torri circolari e fu distrutto quasi certamente dagli spagnoli intorno al 1637 in una delle tante (almeno venti) invasioni che subì Castiglione da parte di diversi eserciti italiani e stranieri.
Nel 1708 è la fine del Monferrato e arrivano i Savoia che portano come feudatari i Signori Verasis-Asinari conti di Costigliole: il paese avrà ottimi rapporti con questa casata alla cui storia è legata la famosa "Contessa di Castiglione". L'ultima invasione del nostro territorio sarà opera di Napoleone con la quale, nel 1801-2, il Piemonte viene annesso alla Francia e si dovrà adottare la lingua francese nei documenti ufficiali. Con la proclamazione del Regno d'Italia nel 1861, passiamo finalmente sotto la provincia di Cuneo.
Nei secoli quindi Castiglione è stato teatro di guerre e battaglie, ha conosciuto la miseria, la povertà e la violenza, ma il carattere forte e deciso della popolazione ha attraversato il tempo in una continua evoluzione sociale, agricola ed economica.
I manoscritti.
A Castiglione il primo manoscritto è un libro del Catasto
datato 1550 circa; il secondo è la prima raccolta
rilegata di delibere comunali che vanno dal 1568 al 1596 con
il titolo: "Libro de li ordini che osuano nella università
di Castiglione di Tinella"; è il libro degli ordinati, disegnato
da Antonio Quazzolo. Di queste delibere ne esistono per almeno 10.000
pagine, con le quali si arriva fino a fine '800.
Tra i manoscritti spiccano gli Statuti; scritti in volgare (italiano),
sono copia fedele, fatta attorno al 1635-40, degli antichi consegnatici
dal Marchese Bonifacio II tra il 1225 ed il 1254.
Negli archivi esistono dei manifesti a stampa il più antico dei
quali è esattamente del 1600; sono per lo più le grida,
cioè gli ordini o i bandi del governo contro banditi, o altri comunicati.
