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Pubblicazioni.

Statuti et ordinamenti delli huomeni de Castiglione de Tinella.

Copertina del libro: "Statuti et ordinamenti delli huomeni de Castiglione Tinella"

Sono tanti i modi per dimostrare affetto per la propria terra. Uno di questi è dato certamente dalla presente pubblicazione. Essa è nata dall'idea di un Casgtiglionese che vive a Roma, ma che ama il suo luogo d'origine e gli fa onore per la sua qualificata attività di Editore: Pieraldo Vola. È lui che ha voluto questo volumetto, in occasione dei suoi cinquant'anni e come omaggio al paese natale. Di questo gli siamo grati. Il sottoscritto lo ha messo in contatto con un altro Castiglionese, Fermo Cerutti, che da enologo si è trasformato in appassionato ricercatore della storia di Castiglione, sempre per amore del paese, e dal quale ho appreso non poche cose. Per il suo interessamento, il Municipio di Castiglione, con la mediazione del Messo comunale Giorgio Mignone, ci ha fatto premurosamente pervenire il prezioso manoscritto, al quale abbiamo dato come titolo alcune parole presenti nel prologo: "Statuti et ordinamenti delli huomeni de Castiglione de Tinella". Esso appare qui pubblicato per la prima volta in trascrizione letterale e leggibile, frutto di un amorevole lavoro come su carte di famiglia. Il documento attende ancora uno studio sistematico, per esempio una tesi di laurea, sui vari aspetti (storico, linguistico, sociologico, letterario) che lo rendono altamente interessante. Qui possiamo solo brevemente distinguere tra scritto e contenuto. L 'attuale forma del manoscritto non è posteriore al 1637 , quando morì Carlo I Duca di Mantova e del Monferrato (da cui Castiglione allora dipendeva), al quale esso fu presentato per la convalida degli Statuti da parte dei Gonzaga, come si deduce dal decreto riportato al termine del testo. Ma la sua origine è molto più antica. Infatti, sia per la lingua che per il contenuto (vedi per esempio le istituzioni comunali dei Consoli e del Podestà) il documento ci riporta alla vita castiglionese del Medioevo, quando il nostro paese apparteneva al Marchesato degli Aleramo di Casale Monferrato, e in particolare al secolo XIII e al Marchese Bonifacio II (1225-1255), che fin dal proemio è definito "capitano d'arme" e "signore formidabilissimo". Vi si nota nell'insieme un puntiglioso senso della giustizia, che ci fa vedere da vicino le questioni più minute della povera vita di tutti i giorni dei nostri lontani antenati. Il manoscritto quindi ha un indubbio valore storico. Ma ne ha anche uno linguistico, poichè contiene non poche parole piemontesi appena italianizzate (come sarmente, stobia, brope, rancare, ecc.), e perciò rivela un'interessante, lontana ascendenza della nostra parlata odierna. Leggere questo venerando documento, nonostante l'arcaicità della lingua e la prolissità del periodare, è certamente una curiosità. Anzi, un diletto. Ma per noi Castiglionesi c'è qualcosa di più. Soprattutto esso ci prova che abbiamo una lunga storia, e che dunque veniamo da lontano. Auguriamoci che agisca su di noi come uno stimolo per andare più lontano ancora.

Prefazione a cura di: Romano Penna

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Autore: Comune di Castiglione Tinella
Editore: Pieraldo Editore
Prezzo: non in vendita