Storia e cultura

Il percorso dei secoli

Gli abitantFoto manifesto 1700i del Piemonte antico pare fossero etnicamente liguri, ma a loro volta provenienti dal più grande ceppo etnico dei "celti"; i castiglionesi sono quindi, come i francesi del centro-nord, di razza gallo-celtica e la nostra regione faceva parte di quella che Giulio Cesare chiamava Gallia Cisalpina. Fummo occupati dai romani fino al 476 d.C., dopodichè iniziarono le invasioni barbariche (Unni, Ostrogoti, Longobardi, Ungheri, Saraceni, ecc.) che durarono fino al 950 d.C. circa, quando fu il tempo di Aleramo, fondatore del Monferrato a cui Castiglione appartenne per 700-750anni.

Esistono documenti che accertano in questo tempo la costruzione del nostro castello ("Castellio ad Tinellam") e quindi la nascita del paese ("Castelleone"). Il castello sorgeva dove c'è l'attuale chiesa parrocchiale e la grande piazza del concentrico, ad una altezza però superiore; questo era una "casaforte" di difesa con quattro torri circolari e fu distrutto quasi certamente dagli spagnoli intorno al 1637 in una delle tante (almeno venti) invasioni che subì Castiglione da parte di diversi eserciti italiani e stranieri.

Nel 1708 è la fine del Monferrato e arrivano i Savoia che portano come feudatari i Signori Verasis-Asinari conti di Costigliole: il paese avrà ottimi rapporti con questa casata alla cui storia è legata la famosa "Contessa di Castiglione". L'ultima invasione del nostro territorio sarà opera di Napoleone con la quale, nel 1801-2, il Piemonte viene annesso alla Francia e si dovrà adottare la lingua francese nei documenti ufficiali. Con la proclamazione del Regno d'Italia nel 1861, passiamo finalmente sotto la provincia di Cuneo.

Nei secoli quindi Castiglione è stato teatro di guerre e battaglie, ha conosciuto la miseria, la povertà e la violenza, ma il carattere forte e deciso della popolazione ha attraversato il tempo in una continua evoluzione sociale, agricola ed economica.

I manoscritti.

A Castiglione il primo manoscritto è un libro del Catasto datato 1550 circa; il secondo è la prima raccolta rilegata di delibere comunali che vanno dal 1568 al 1596 con il titolo: "Libro de li ordini che osuano nella università di Castiglione di Tinella"; è il libro degli ordinati, disegnato da Antonio Quazzolo. Di queste delibere ne esistono per almeno 10.000 pagine, con le quali si arriva fino a fine '800.
Tra i manoscritti spiccano gli Statuti; scritti in volgare (italiano), sono copia fedele, fatta attorno al 1635-40, degli antichi consegnatici dal Marchese Bonifacio II tra il 1225 ed il 1254.
Negli archivi esistono dei manifesti a stampa il più antico dei quali è esattamente del 1600; sono per lo più le grida, cioè gli ordini o i bandi del governo contro banditi, o altri comunicati.

La Contessa di Castiglione

Foto ritratto Contessa, AsinariVirginia Oldoini Verasis nasce a Firenze il 22 marzo 1837 dalla Marchesa Isabella Lamporecchi e dal Marchese Filippo Oldoini di La Spezia. Appena giovinetta, all'età di diciassette anni, la bella Virginia, che tutti chiamano "Virginicchia" e poi semplicemente "Nicchia", va in sposa al Conte Francesco Verasis Asinari di Costigliole d'Asti e Castiglione Tinella, di dodici anni più anziano di lei. La coppia si trasferisce in Piemonte e vive per lo più a Torino dove nasce il loro figlio Giorgio. Ma la vita coniugale non fa per lei; la Contessa, considerata da tutti una delle donne più belle d'Europa, è molto più attratta dalla vita di corte e pare che perfino Re Vittorio Emanuele la circondi di attenzioni. Virginia è donna di mondo, abile nel districarsi tra feste e impegni politici e di lei si ricorda Camillo Benso Conte di Cavour che, al momento di convincere l'Imperatore di Francia Napoleone III a simpatizzare per la causa italiana, la invia a Parigi come "ambasciatrice" dell'Italia. A Parigi Virginia non tradisce le aspettative e svolge alla perfezione il suo compito; pare infatti che sia stata proprio lei a convincere l'Imperatore di Francia ad invitare anche l'Italia al trattato di pace dopo la guerra di Crimea, trattato in cui Cavour poté farsi ascoltare da una platea internazionale.
Insomma, il Re dei francesi fu travolto dallo splendore della nostra Contessa, la quale compirà il suo lavoro di "diplomatica particolare".

Foto Contessa, Adolphe BraunVirginia è bellissima: a Parigi la dicono alta, slanciata, con lunghi capelli biondi a spire, il viso delicatamente ovale, la bocca perfetta a volte atteggiata a sorrisi perlopiù tristi; la bella voce da contralto, armoniosa, lascia molti spazi a silenzi eloquenti che la rendono insondabilmente misteriosa. Gli occhi devono essere veramente straordinari: chi li descrive di un verde cupo e chi addirittura viola. Stupende le mani ed altrettanto la pelle bianca e delicata. Nessuno poté sfuggire, vedendola, ad un sentimento vivo ed involontario di ammirazione.
Dopo il periodo di massimo splendore arriva però anche quello della decadenza: diversi fatti tra il politico ed il mondano, la fanno cadere in disgrazia. Virginia vive gli ultimi anni della sua vita tra l'Italia e Parigi, dove muore il 28 novembre 1899. Foto Contessa, collezione Gilman

La figura della Contessa fu quindi di rilievo in alcuni passi della nostra storia militare ma fu anche molto influente per il costume dell'epoca con le sue apparizioni e con il suo protagonismo. A Castiglione Tinella esiste una associazione turistico-culturale a lei intitolata e presto sarà realizzata una mostra fotografica permanente a lei dedicata.

Per approfondire

I personaggi

Feudatari

Nel 1515 il Marchese di Monferrato concede Castiglione Tinella in feudo ai marchesi d'Incisa, che nel 1570 ne cedono la metà a pagamento al Conte Gambarana di Pavia, a cui subentrerà o si associerà il Marchese Ferrante Corti di Rivelino (Milano). Attorno al 1600-1680 una grossa porzione passerà ai Conti Giorgi o Giorgis (di Asti o di Pavia), i quali vivranno per lo più in paese. Alla morte dell'ultimo di questi, subentrerà il Conte Perini di Mantova. Dal 1708 avremo come unici feudatari i Verasis Asinari, nominati da Casa Savoia.

Il Conte Francesco Verasis Asinari

(Tra i tanti Conti che ha avuto Castiglione Tinella, ricordiamo quello a noi storicamente più vicino e legato alla affascinante Contessa Virginia Oldoini Verasis.)

Il Conte di Costigliole d'Asti e di Castiglione Tinella nasce a Torino il 9 aprile 1826 dal Conte Vittorio e dalla Contessa Vittoria Cigala, dama d'onore della Duchessa di Savoia. Si sposa, la prima volta, nel 1848 con la Contessina Francesca Trotti di Milano; nel 1851 ha un figlio che subito muore, così come la moglie. Nel 1854 sposa Virginia Oldoini e, insieme, abitano quasi sempre a Torino dove il Conte è gentiluomo di S.M. la Regina Maria Adelaide e capo di Gabinetto particolare di Re Vittorio Emanuele II, che lo chiama in confidenza "Castiun". Nel 1855 la Contessa è in "missione" a Parigi e diventa protagonista della vita mondana. Il Conte Francesco vede ridursi le sue ricchezze per pagare i capricci e le esigenze della sua consorte, la sua situazione si fa insostenibile moralmente e finanziariamente (1856-1858) e inizia anche una causa di separazione. Muore nel 1867, tragicamente, cadendo da cavallo e finendo sotto la carrozza dei Principi sposi Amedeo di Savoia e Maria Vittoria dal Pozzo della Cisterna.

La Contessa di Castiglione Tinella 

I sacerdoti e altri personaggi

Il Comune di Castiglione Tinella vanta l'onore di aver dato i natali a molti sacerdoti, alcuni dei quali hanno avuto incarichi di una certa importanza. La stirpe dei Borgna è stata protagonista nella vita parrocchiale di Castiglione Tinella: ricordiamo il Teologo Don Giovanni che ,come abbiamo visto, ha voluto la costruzione della nuova chiesa parrocchiale; a lui seguì il nipote Don Angelo che portò a termine importanti lavori nella stessa parrocchiale e che trasformò la vecchia chiesa di S. Andrea in un salone per la comunità. Ma l'opera forse più significativa creata da Don Angelo è stata la Casa per anziani S. Andrea che sorge nel concentrico e che attualmente ha una parte di struttura in disuso e una parte in rifacimento; questa Casa per anziani ha avuto anche una succursale nel Comune di Ceretto Langhe.

Ricordiamo poi Don Fortunato Mignone - valente predicatore - che fu per molti anni il rettore del Santuario della Madonna del Buon Consiglio ora guidato - ormai da tempo - dall'operoso Don Giuseppe Gastaudo detto Padre Emilio.

I religiosi che Castiglione Tinella ha dato alla chiesa sono 11:
Don Silvio Cerutti, padre barnabita che è stato titolare della parrocchia S. Martino di Asti.
Don Girolamo Arione, predicatore noto e ricercato che è stato a Cuneo.
Don Giuseppe Arione, andato a Torino.
Don Alfredo Bona, che è stato titolare alla parrocchia S. Giacomo in Roma.
S.E. Diego Bona, vescovo della diocesi di Porto e Santa Rufina (Fiumicino-Civitavecchia)e, in seguito, vescovo della diocesi di Saluzzo.
Don Luigi Cotto, che è stato parroco a Diano d'Alba e attualmente a Cossano Belbo.
Mons. Luigi Gatti, è stato in Vaticano al Consiglio degli affari pubblici per la chiesa, attualmente Nunzio Apostolico in Libano - breve tempo fa ricopriva lo stesso incarico anche a Malta - .
Don Giulio Morando, è stato parroco a Valle San Lorenzo.
Mons Romano Penna, è stato in Vaticano alla segreteria di Stato, è titolare della cattedra di Esegesi del Nuovo Testamento alla Pontificia Università Lateranense in Roma, scrittore e studioso di San Paolo.
Don Valentino Vaccaneo, parroco in Alba, fondatore di una comunità per il recupero dei tossicodipendenti nell'albese.
Don Teresio Gianuzzi, gesuita, è stato a Torino insegnante di psicologia e impegnato nella cura di emarginati e tossicodipendenti.
È doveroso ricordare inoltre Don Mario Mignone e Don Romano Selvini.

Oltre ai sacerdoti ricordiamo Fermo Cerutti, autore del libro "Castion" e maggior ricercatore storico sul nostro paese, e Pieraldo Vola: fondatore della casa editrice "Pieraldo Editore" e della tipografia "Iger" operanti a Roma e sempre disponibili a pubblicazioni e collaborazioni rivolte a Castiglione Tinella.

Le parrocchiali

Chiesa di Sant'Andrea

Foto Chiesa Sant'AndreaIl 9 settembre 1923 il Vescovo Conte Mons. Re benedice la prima pietra nella costruzione del grandioso tempio voluto dall'arciprete Teologo Giovanni Borgna e progettato dall'ing. Giuseppe Gallo, vero artista del barocco piemontese. In questo stile viene disegnata la chiesa , e con la morte dell'ingegnere durante i lavori, l'opera sarà seguita dal figlio ing. Bartolomeo. Durante lo scavo delle fondamenta si trovò un antico muro di pietre fortemente cementate: esso non poteva che essere parte di fondamenta del castello. La chiesa verrà aperta al culto il 3 maggio 1931. Nel 1961 sorge anche il nuovo campanile e nel 1967 si costruisce il nuovo portale. Queste ultime opere sono volute dal rev. Don Angelo Borgna. All'interno si trova il coro, la sagrestia, l'altare, la balaustra e le tribune che appartenevano alla vecchia chiesa di S.Andrea. Accanto alla parrocchiale sorge la Casa canonica realizzata nel 1969-70 esattamente dove sorgeva la vecchia confraternita della SS. Trinità, ovvero dei Battuti.

Vecchia Chiesa di Sant'Andrea

Foto chiesa vecchia Sant'AndreaQuesta costruzione da circa l'anno 1000 fino al 1500 è stata rifatta e ingrandita almeno due volte; così almeno dovrebbe essere, visto che dal 1500 in poi la sua durata media è stata di circa due secoli. Durante gli scavi di qualche decennio addietro si sono trovate molte ossa umane ed è perciò probabile che fino al 1500 si siano inumate molte salme nella sua cripta. Nel 1726 si iniziano i lavori di ricostruzione della chiesa, della sagrestia e del campanile. Nel 1729, a chiesa non ancora ultimata si richiede al Vescovo la benedizione; si costruiscono i "vasi sepolcrali", ossia i loculi sotto il pavimento per i preti, i nobili e i ricchi. Nel 1731 si costruisce il campanile; in Comune risulta che la consacrazione sia avvenuta nel 1732-33 ma sulla facciata della chiesa si legge 1756 forse motivata da successivi lavori. La chiesa è sconsacrata da moltissimi anni ed è ora utilizzata per scopi sociali.

Le chiesette campestri

La chiesetta di San Giorgio

Foto chiesa San Giorgio Probabilmente è la più antica del paese; si conosce una edificazione del 1843 ma dagli archivi diocesani si sa di una riedificazione già nel 1730 quando la dotarono anche di redditi (vigne e campi) secondo le norme allora vigenti. Quella attuale è stata ricostruita nel 1984-85.

La chiesetta di San Martino

Foto chiesa San Martino Anticamente c'era una piccola cappelletta che venne eretta nel 1750 e restaurata nel 1842. Nel 1852 il padre Vincenzo da Monteu Roero, minore osservante, vi eresse la Via Crucis. Nel 1858 il Vescovo rilasciò un decreto con cui permetteva la novena per la festa. La chiesa, divenuta cadente, era stata chiusa al culto. Nel 1923-24 i borghigiani costituirono un comitato per iniziarne la riedificazione. La cappella è dedicata anche alla Madonna del Carmine.

La chiesetta di San Bovo

Foto chiesa San Bovo Si può supporre che esistesse, magari più piccola, fin dall'inizio del 1700. Nel 1775 il Consiglio mise in bilancio L. 40 per la sua riparazione. Prima era una semplice chiesetta, ma nel 1865 si cercò di farne erigere una nuova su disegno. Nel '67 era fatta e veniva solennemente benedetta. Nel 1869 uscì il decreto vescovile per la novena e la festa.

La chiesetta di San Carlo

Foto chiesa San Carlo Prima vi fu un pilone poi una chiesetta che venne benedetta nel 1758. Venne poi ingrandita e arricchita di un artistico pronao. Nel 1870 vi fu eretta la Via Crucis dal rev. Pesce dei Minori Osservanti. Nel 1925 venne restaurata. Da antichi documenti risulta eretta nel 1635 e si sa di una ricostruzione del 1751.
La chiesa è dedicata a San Carlo e sorge su un cocuzzolo nel punto più alto del paese.

La chiesetta di San Pietro Martire

Foto chiesa di San Pietro Martire Sorge in frazioni Balbi, vicino al Santuario e in essa venne conservato per lungo tempo il quadro miracoloso della Madonna del Buon Consiglio. È stata restaurata nel 1751 e nello stesso anno venne dotata di un usufrutto. È chiesa privata.

Pubblicazioni

Castiôn

Copertina del libro Preceduto nel 1985 dalla pubblicazione degli Statuti comunali, questo libro propone per la prima volta la storia di Castiglione Tinella. Ed è con una certa emozione che si scopre come il nostro paese ha una vita antica, che andando ancora al di là di quella già longeva dei nostri vecchi, porta fino a noi il respiro di molti secoli. Ringraziamo perciò sentitamente Fermo Cerutti per la solerte e premurosa ricerca condotta su varie carte d'archivio. Il suo lavoro, impreziosito da una documentazione fotografica fornita da tanti nuclei famigliari, ha tutte le qualità di un'impresa pionieristica. Ad esso poi han posto mano e cuore varie persone: l'editore castiglionese insieme romano Pieraldo Vola, a cui va il merito della pregiata edizione presente, l'Amministrazione Comunale e la Parrocchia di Castiglione Tinella, che si sono fatte benevolmente carico della pubblicazione, lo scrittore neivese Franco Piccinelli, notissimo cantore dell'epopea contadina, che ha steso la bella introduzione al volume, condividendo la medesima passione per la terra di paese, e poi molti altri amici; fra questi va sicuramente annoverato Ezio Rivella per la competente presentazione del nostro vino moscato.

Per tutti noi il libro è stato, nella sua gestazione, una preziosa occasione di contatti, di discussioni, di progetti, e anche di amichevoli simposi: una promessa di promozione per i castiglionesi della "madrepatria" e una vera rimpatriata per quelli operanti a Roma.
Così ci è dato di riscoprire il nostro paese. Ed è ciò che successe, se mi si permette una reminiscenza dotta, al vagabondo Ulisse quando tornò ad Itaca e, dopo alcune incertezze nel riconoscerla, finalmente "gli fu svelata la terra; allora gioì salutando la patria il paziente e glorioso Odesseo, e baciò le zolle feconde di biade" (Odissea 13,352-354). Ebbene, se con un ritocco certamente un po' ardito invece di biade noi leggessimo "moscato", prodotto di cui Castiglione Tinella va giustamente fiero, sarebbe come se nell'eroe omerico ci fosse ciascuno di noi, nei quali si ripete sempre ancora l'avventura di una riappropriazione della madre terra e della sua storia, che è poi tutta aperta verso il futuro.

Prefazione a cura di: Romano Penna
Autori: Fermo Cerutti, Romano Penna, Franco Piccinelli, Ezio Rivella
Editore: Pieraldo Editore
Prezzo: 40,00 €

Ritratto di un paese

Copertina del libro Lasciamoci rapire nel sud del Piemonte, da chi se non da Heinz Waser! Egli ci porta in questa sua seconda vita; da qualche parte, ma in ogni caso lontano dalle grandi arterie. Quanto pieno di vita è il suo narrare! I suoi racconti e disegni su Castiglione Tinella, nel nord d'Italia, superano un'usuale guida enologica piemontese. Questo è tipico dell'autore. Heinz Waser è qualcosa di più di un rinomato architetto industriale, di più di un impegnato, lungimirante politico. Heinz Waser è una persona d'ampia e poliedrica personalità.

Heinz c'invita, senza premura, con le sue parole ed i suoi disegni, ad immergerci con semplicità in una cultura particolare e, sul posto, possiamo percepire una traccia comune. È passato così poco tempo dal suo pensionamento e ci stupisce quanto lui abbia già saputo immergersi in un nuovo mondo. Non sono le specialità gastronomiche ad essere in primo piano, bensì numerosi altri motivi, principalmente i contatti con la popolazione locale ed i panorami di Castiglione Tinella, con le loro mutabili atmosfere. Noi del nord, specialmente del Cantone di Argovia comprendiamo bene questo messaggio mediterraneo, poiché abbiamo qualcosa in comune. Lo stesso sole che riscalda le nostre uve, i nostri vini ed entrambi sono ottimi. Vale la pena visitare Castiglione Tinella, la straordinarietà del luogo si percepisce già con la sola lettura del libro e l'osservazione dei disegni di Heinz Waser.

Prefazione a cura di: Dr. Thomas Pfisterer Ministro del Cantone di Argovia.
Autore:
Heinz Waser
Produzione
: A.T.C. Contessa di Castiglione
Prezzo:
€ 12.91

I Canti di Castiglione

Copertina libro Dai ricordi del periodo bellico (1939-1945), vissuto in parte a Torino in parte nel paese natale, è scaturita questa raccolta di poesie con le quali l'autore si propone, rievocando fatti e gente di Langa, di ribadire i valori umani e poetici di cui è ricca la tradizione contadina della sua terra, sia nei momenti di pacata operosa euforia, sia in quelli fieri della resistenza all'oppressione.

Autore: Lorenzo Dulevant
Editore: Edizioni l'Arciere Cuneo
Prezzo: € 7,75

Statuti et ordinamenti delli huomeni de Castiglione de Tinella

Copertina del libro Sono tanti i modi per dimostrare affetto per la propria terra. Uno di questi è dato certamente dalla presente pubblicazione. Essa è nata dall'idea di un Casgtiglionese che vive a Roma, ma che ama il suo luogo d'origine e gli fa onore per la sua qualificata attività di Editore: Pieraldo Vola. È lui che ha voluto questo volumetto, in occasione dei suoi cinquant'anni e come omaggio al paese natale. Di questo gli siamo grati. Il sottoscritto lo ha messo in contatto con un altro Castiglionese, Fermo Cerutti, che da enologo si è trasformato in appassionato ricercatore della storia di Castiglione, sempre per amore del paese, e dal quale ho appreso non poche cose. Per il suo interessamento, il Municipio di Castiglione, con la mediazione del Messo comunale Giorgio Mignone, ci ha fatto premurosamente pervenire il prezioso manoscritto, al quale abbiamo dato come titolo alcune parole presenti nel prologo: "Statuti et ordinamenti delli huomeni de Castiglione de Tinella". Esso appare qui pubblicato per la prima volta in trascrizione letterale e leggibile, frutto di un amorevole lavoro come su carte di famiglia. Il documento attende ancora uno studio sistematico, per esempio una tesi di laurea, sui vari aspetti (storico, linguistico, sociologico, letterario) che lo rendono altamente interessante. Qui possiamo solo brevemente distinguere tra scritto e contenuto. L 'attuale forma del manoscritto non è posteriore al 1637 , quando morì Carlo I Duca di Mantova e del Monferrato (da cui Castiglione allora dipendeva), al quale esso fu presentato per la convalida degli Statuti da parte dei Gonzaga, come si deduce dal decreto riportato al termine del testo. Ma la sua origine è molto più antica. Infatti, sia per la lingua che per il contenuto (vedi per esempio le istituzioni comunali dei Consoli e del Podestà) il documento ci riporta alla vita castiglionese del Medioevo, quando il nostro paese apparteneva al Marchesato degli Aleramo di Casale Monferrato, e in particolare al secolo XIII e al Marchese Bonifacio II (1225-1255), che fin dal proemio è definito "capitano d'arme" e "signore formidabilissimo". Vi si nota nell'insieme un puntiglioso senso della giustizia, che ci fa vedere da vicino le questioni più minute della povera vita di tutti i giorni dei nostri lontani antenati. Il manoscritto quindi ha un indubbio valore storico. Ma ne ha anche uno linguistico, poichè contiene non poche parole piemontesi appena italianizzate (come sarmente, stobia, brope, rancare, ecc.), e perciò rivela un'interessante, lontana ascendenza della nostra parlata odierna. Leggere questo venerando documento, nonostante l'arcaicità della lingua e la prolissità del periodare, è certamente una curiosità. Anzi, un diletto. Ma per noi Castiglionesi c'è qualcosa di più. Soprattutto esso ci prova che abbiamo una lunga storia, e che dunque veniamo da lontano. Auguriamoci che agisca su di noi come uno stimolo per andare più lontano ancora.

Prefazione a cura di: Romano Penna
Autore: Comune di Castiglione Tinella
Editore: Pieraldo Editore
Prezzo: non in vendita

I Castiglione d'Italia

I Castiglione d'ItaliaSentirsi a casa in quasi tutte le regioni italiane; dare per scontato che ci sarà un abbraccio ed un sorriso al solo presentarsi; contare sulla solidarietà immediata e spontanea ad ogni cenno di richiesta; riscoprire ogni volta una propria identità uguale e diversa nello stesso tempo, negli altri; muoversi in una sorta di villaggio globale di comune cittadinanza: ma che cos'è, un miracolo di fratellanza? Un'anomalia storica o fantascientifica?

Niente di tutto questo, ma anche un po' di tutto questo: è l'Associazione Nazionale Città di Castiglione, che tenta di costruire intorno ad una motivazione, forse banale ed episodica come l'identità del toponimo Castiglione tra una ventina di Comuni italiani, una occasione di rapporto, di scambio, di conoscenza.

Sembrerà incredibile, ma il tutto funziona al meglio ogni volta che si è tra Castiglionesi, pur provenendo da ogni parte d'italia, pur conservando i caratteri distintivi del luogo di provenienza, pur necessariamente portando con sé storia, cultura, tradizioni, folclore, gelosamente conservati per secoli.

Forse è proprio in queste radici secolari che poggia la base dell'Associazione e la sua breve storia di successi e di ulteriori adesioni: come se la presenza di un castello, da cui il toponimo, e quindi di un colle o un monte sul quale poggiarlo e difenderlo, e quindi colture agricole similari quali vite, olivo, nocciolo, castagno ecc., ed ancora tradizioni e costumi a tutto questo legato, fossero uno specchio in cui subito riconoscersi, restituissero ai Castiglionesi tutti in modo nuovo, la loro identità universale.

Prefazione a cura di: Francesco Chiucchiurlotto
Autori:
Marilena Battaini, Carla Nassini, Fausto Figone, Barbara Valentini, Giuseppe Alpini, Massimo Martinelli, Antonio Alfredo Varrasso, Demetrio Guzzardi, Cinzia Bonaventura
Editore: La Piramide Srl
Prezzo:
€ 20.00

(Videocassetta) - Castiglione Tinella. Un paese, una "dolce realtà"

La videocassetta Prima che la Langa bassa si scontri con le ultime frange del Monferrato, nello sguardo alto appare Castiglione Tinella: giochi di mura saldate alla terra che si alzano al di sopra dove solo é più cielo. Il cuore di questo paese é profondo, é radice che scava nel tufo e pulsa sotto le dolci linee che ogni stagione dipinge di umore diverso. Vigne infinite che salgono e scendono rincorrendosi fluttuanti, tele di storia intrise della fatica e della tenacia dell'uomo che assorbono il colore, ogni sera del sole al tramonto. Storia, tradizione e cultura si fondono in questo prezioso angolo magico di rara bellezza e luogo di culto per la civiltà eno-gastronomica mondiale.

Realizzazione: Video Best
Produzione: A.T.C. Contessa di Castiglione
Prezzo: € 20.66

(Videocassetta) - Castiglione Tinella. La memoria del tempo

"La videocassetta I passi del tempo
lasciano orme,
segni di pietra
di pane e di fuoco;
in un solco di vento
le ossa di un canto.
Cambiano rotte e disegni
e sogni e sentieri,
ma su questo
mio
ventre di terra
sempre si ritrovano i volti."

Realizzazione: Video Best
Produzione: A.T.C. Contessa di Castiglione
Prezzo: € 20.66